Terapia cognitivo comportamentale migliorata per adolescenti con anoressia nervosa: esiti e predittori di cambiamento nel mondo reale

A cura di: Selvaggia Sermattei AIDAP Empoli e Firenze

La terapia cognitivo comportamentale migliorata per i disturbi dell’alimentazione adattata per pazienti adolescenti (CBT-Ea) ha mostrato risultati promettenti in studi di coorte condotti presso centri clinici di ricerca, grazie ai quali è stata raccomandata dalle linee guida del National Institute of Clinical Excellence come valida alternativa al trattamento basato sulla famiglia (FBT).

Un recente studio italiano, appena pubblicato sull’International Journal of Eating Disorder, eseguito in un centro ambulatoriale di Verona, fornisce ulteriori evidenze sull’efficacia della CBT-E in pazienti adolescenti con anoressia nervosa trattati però nel mondo reale da psicologi-psicoterapeuti che hanno completato il CREDO Web-centered training nella CBT-E (https://credo-oxford.com/9.2.html).

Lo studio ha lo scopo di valutare gli esiti e i predittori di cambiamento in 49 adolescenti con anoressia nervosa e un percentile di Indice di Massa Corporea (IMC) corrispondente ad un IMC < 18,5 kg/m² negli adulti, trattati con 40 sedute in 40 settimane di CBT-Ea.

Le valutazioni (effettuate ad inizio terapia, a fine terapia e a 20 settimane di follow-up) sono inerenti il peso, la psicopatologia specifica del disturbo dell’alimentazione (DA), la psicopatologia generale e il danno sulla qualità di vita secondario al DA (misurate rispettivamente con l’Eating Disorder Examination Questionnaire, il Brief Symptom Inventory e il Clinical Impairment Assessment).

Il campione è costituito da ragazze con un’età media di 15,5 anni, un’età media di esordio del DA di 14,5 anni, una durata media di malattia di 0,95 anni e un percentile di IMC di 5,67.

I risultati mostrano che il 71,4% delle pazienti completa il trattamento. Fra queste pazienti, a fine terapia, il 62,9% raggiunge sia un “buon esito di IMC” (ovvero un percentile di IMC corrispondente ad un IMC ≥ 18,5 kg/m² negli adulti), sia una “piena risposta” (ovvero un buon esito nell’IMC associato ad un punteggio dell’EDE-Q inferiore ad una deviazione standard sopra la media comunitaria) e il 45,7% ottiene un IMC uguale o maggiore al 95% del peso ideale atteso per genere, età e altezza, secondo le  curve di crescita CDC.

L’82,9% delle pazienti completa il follow-up a 20 settimane, e di queste il 48,3% mostra un “buon esito di IMC” e una “piena risposta” e il 37,9% un IMC uguale o superiore al 95% del peso ideale atteso.

L’analisi intention-to-treat, rivela che il 45% di coloro che hanno iniziato la terapia ottiene un “buon esito di IMC” a fine terapia e il 29% mantiene questi risultati a 20 settimane di follow-up.

Nessuna variabile clinica o demografica è stata identificata come potenziale predittore basale di esito o di drop-out.

Gli autori sottolineano che questi risultati confermano che la CBT-Ea sia una terapia promettente per adolescenti con anoressia nervosa e da loro ben accettata, dato che il 95% delle pazienti che incontra i criteri di inclusione è d’accordo ad intraprendere il trattamento.

Per quanto la percentuale di pazienti che conclude il trattamento (71,4%), sebbene sia leggermente superiore agli studi precedenti sulla CBT-E, rimane comunque inferiore a quella riportata dagli studi sul FBT. Questa differenza potrebbe essere spiegata dal fatto che nel FBT non è necessario l’ingaggio attivo del paziente (ma solo dei genitori) e che le analisi degli studi del FBT includono nei risultati i pazienti ricoverati nel corso del trattamento, che invece il presente studio ha considerato drop-out.

Questi dati inoltre confermano l’efficacia della CBT-Ea per la risposta al trattamento ottenuta sia in termini di recupero di peso sia in termini di riduzione della psicopatologia specifica e generale che si mantiene fino a 20 settimane di follow-up.

Nonostante alcune limitazioni (come la mancanza di un gruppo di controllo, la bassa numerosità del campione, il breve periodo di follow-up, la mancanza di una supervisione dei terapeuti) lo studio ha il grande punto di forza nella sua validità esterna, suggerendo che la CBT-Ea è adatta ed efficace in pazienti adolescenti con anoressia nervosa che richiedono un trattamento in un setting ambulatoriale del mondo reale.

Fonte: Dalle Grave, R., Sartirana, M., & Calugi, S. (2019). Enhanced cognitive behavioral therapy for adolescents with anorexia nervosa: Outcomes and predictors of change in a real‐world setting. International Journal of Eating Disorders.

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