Sintomi da malnutrizione in pazienti con anoressia nervosa: uno studio longitudinale

A cura di: Selvaggia Sermattei – AIDAP Empoli e Firenze

Lo studio del Minnesota (Keys, 1950) è stato il primo a descrivere accuratamente i sintomi da malnutrizione per difetto e una sua attenta rilettura, effettuata diversi anni dopo da esperti nel trattamento dei disturbi dell’alimentazione, ha contribuito a migliorare la nostra comprensione della psicopatologia dell’anoressia nervosa e l’intervento terapeutico. Infatti, la più moderna teoria cognitivo comportamentale transdiagnostica dei disturbi dell’alimentazione considera i sintomi da malnutrizione come fattori che contribuiscono al mantenimento del disturbo (rinforzando i livelli di restrizione dietetica e l’eccessiva valutazione del peso, della forma del corpo e del controllo dell’alimentazione) e la terapia che ne deriva suggerisce di affrontarli. In linea a questa cornice teorica, alcuni studi confermano che il recupero del peso in pazienti con anoressia nervosa si associa ad un esito positivo fino a 2 anni di follow-up e ad un minor rischio di ricaduta. Tuttavia, sappiamo ancora poco rispetto al cambiamento di questi sintomi dopo una fase di rialimentazione e di recupero del peso e nessuno studio, ad oggi, ha valutato la loro associazione con la psicopatologia.

Per questo, lo scopo di un recente studio, condotto dal gruppo di ricerca della Casa di Cura Villa Garda, è stato valutare, in pazienti con anoressia nervosa trattati con una forma intensiva di terapia cognitivo comportamentale migliorata (ICBT-E), i seguenti aspetti: (i) il cambiamento nel tempo nei sintomi da malnutrizione; (ii) il loro ruolo come potenziali predittori di cambiamento nella psicopatologia del disturbo dell’alimentazione e nella psicopatologia generale (a fine terapia e a 6 mesi di follow-up); (iii) il cambiamento dei sintomi da malnutrizione e della psicopatologia specifica e generale sia dopo 4 settimane di rialimentazione sia dopo il recupero completo del peso.

Le misurazioni effettuate sono state l’Indice di Massa Corporea (IMC), la valutazione della psicopatologia specifica del disturbo dell’alimentazione (con l’Eating Disorder Examination, EDE, anche nella sua versione self-report, EDE-Q), i sintomi da malnutrizione per difetto (con lo Starvation Symptoms Inventory, SSI) e la psicopatologia generale (con la Brief Symptom Inventory, BSI). Tutte le valutazioni sono state eseguite prima del trattamento (in basale), dopo le prime 4 settimane di trattamento ospedaliero (tranne l’EDE), alla fine della fase di day-hospital (20 settimane) e a 6 mesi di follow-up.

Il campione è costituito da 90 pazienti adulti, di sesso femminile, con anoressia nervosa [età media di 26,3 anni (DS = 8.3) e IMC medio di 14,4 kg/m² (DS = 1,7)] ricoverati presso l’Unità di Riabilitazione Nutrizionale della Casa di Cura Villa Garda e trattati con ICBT-E per 20 settimane (13 di ricovero e 7 di day-hospital).

I risultati indicano che al basale i sintomi da malnutrizione sono associati alla psicopatologia generale, alla psicopatologia specifica del disturbo dell’alimentazione e a comportamenti del disturbo dell’alimentazione come l’uso improprio di lassativi e l’esercizio fisico eccessivo. Inoltre, tali sintomi sono risultati associati al peso soppresso (peso massimo – peso attuale), ma non all’IMC, all’età o alla durata di malattia.

Durante il trattamento, i sintomi da malnutrizione ottengono un miglioramento significativo, con un lieve peggioramento dopo la dimissione, in linea con le traiettorie di tutte le altre variabili considerate.

Per quanto riguarda il valore predittivo dei sintomi da malnutrizione si osserva che la loro gravità al basale influisce sul cambiamento nel tempo delle preoccupazioni per l’alimentazione e per il peso e della psicopatologia generale. Inoltre, una maggiore riduzione dell’intensità dei sintomi da malnutrizione nel corso delle prime 4 settimane predice un maggior miglioramento, sia a fine trattamento che a 6 mesi di follow-up, nelle sottoscala dell’EDE Preoccupazione per l’Alimentazione e nel punteggio globale del BSI.

Infine, nei pazienti che ottengono un completo recupero del peso a fine terapia (n=55), il confronto fra l’entità del cambiamento raggiunto dal basale alle prime  quattro settimane di trattamento, con quello notato tra le 4 settimane e la fine del trattamento, ha indicato che le sottoscale dell’EDE-Q Restrizione Dietetica e Preoccupazione per l’Alimentazione e i punteggi globali dell’EDE-Q e dell’SSI ottengono un miglioramento maggiore nelle prime 4 settimane rispetto al periodo successivo (da 4 settimane fino alla fine del trattamento) al contrario di quanto accade per il peso e l’IMC.

Questi risultati sembrano confermare l’ipotesi che i sintomi da malnutrizione abbiano un ruolo di mantenimento nella psicopatologia del disturbo dell’alimentazione e forniscono supporto all’osservazione che i cambiamenti ottenuti in una fase precoce (quattro settimane) hanno un importante impatto clinico sul trattamento. Il miglioramento dei sintomi da malnutrizione osservato sembra sia da attribuirsi alla rialimentazione, in quanto la loro riduzione avviene prevalentemente entro il primo mese, quando i pazienti sono ancora marcatamente sottopeso.

Questo studio, nonostante non permetta di trarre inferenze causali fra le variabili oggetto di studio, è il primo che valuta il cambiamento dei sintomi da malnutrizione in pazienti con anoressia nervosa in relazione alla psicopatologia e i suoi risultati possono suggerire ai clinici l’importanza di promuovere la rialimentazione nelle prime settimane di trattamento perché la riduzione dei sintomi da malnutrizione in questa fase sembra contribuire al miglioramento della psicopatologia generale e specifica del disturbo dell’alimentazione alla fine del trattamento e al follow-up e risulta quindi essere essenziale per la ripresa psicologica e fisica dei pazienti.

 

Fonte: Calugi, S., Chignola, E., El Ghoch, M., & Dalle Grave, R. (2018). Starvation symptoms in patients with anorexia nervosa: a longitudinal study. Eating Disorders, 1-15.

 

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