L’effetto yo-yo nell’obesità è davvero rischioso per la salute? No! È solo un mito

A cura di Marwan El Ghoch

Unità Funzionale di Riabilitazione Nutrizionale della Casa di Cura Villa Garda

Fonte: El Ghoch M, Calugi S, Dalle Grave R (2017) Weight cycling in adults with severe obesity: A longitudinal study. Nutrition & Dietetics:n/a-n/a. doi:10.1111/1747-0080.12387

L’obesità è un grave problema di salute, associato a numerose comorbilità mediche (1) e psicosociali (2). Le linee guida internazionali raccomandano un’ampia gamma di interventi per la perdita di peso (3), tuttavia la maggior parte di trattamenti sono efficaci solo nel breve termine. In generale circa l’80% dei pazienti con obesità che ha intenzionalmente perso peso ritorna al suo peso di partenza entro tre anni di follow-up.

Questo fenomeno, definito come “weight cycling” o “effetto yo-yo” (4), è stato studiato negli ultimi trent’anni per i suoi potenziali effetti avversi sulla salute (5). Tuttavia, tale ricerca ha prodotto risultati incoerenti, perché la letteratura scientifica esistente è stata afflitta da numerose limitazioni metodologiche, in particolare per la definizione arbitraria di “weight cycling”, che rende i risultati di diversi studi difficili da confrontare tra di loro. Inoltre, nella maggior parte degli studi, il weight cycling è stato valutato in modo trasversale, una valutazione che indica solo la presenza di semplici associazioni tra fluttuazione del peso e alcuni parametri di salute, ma che non fornisce informazioni sulle relazioni causali tra le due variabili. Un altro limite metodologico è il dato auto-riferito, tramite questionari compilati dal paziente, del fenomeno del weight cycling che solleva dubbi sull’accuratezza dei dati, in particolare sull’entità della perdita di peso e del peso recuperato, sul numero di cicli, ecc.). Infine, alcuni studi di breve durata (cioè poche settimane) hanno studiato il weight cycling indotto con recupero di peso intenzionale, ma questo chiaramente non può essere rappresentativo della storia naturale dell’obesità, in cui il recupero del peso perduto si verifica involontariamente e per un periodo variabile di tempo (cioè mesi o anni) (6). Pertanto, alla luce di questi limiti e prima di trarre conclusioni definitive, gli effetti del weight cycling sulla salute dei pazienti con obesità devono essere ancora esplorati (6, 7). Tuttavia e nonostante queste incertezze, c’è una diffusa e comune convinzione tra la popolazione generale e tra alcuni clinici che il weight cycling abbia effetti negativi sulla salute.

Un gruppo di ricercatori italiani dell’Unità Funzionale di Riabilitazione Nutrizionale della Casa di Cura Villa Garda ha recentemente affrontato il compito di chiarire il problema del rapporto tra fluttuazione del peso e salute in un recente studio  intitolato “Weight cycling in adults with severe obesity: A longitudinal study” pubblicato su Nutrition & Dietetics, la rivista ufficiale della Dietitians Association of Australia (DAA) (8). Gli autori italiani hanno studiado l’effetto di un ciclo di fluttuazione del peso (cioè perdita di peso intenzionale seguita dal recupero spontaneo del peso) sul dispendio energetico, sulla composizione corporea, sui fattori di rischio cardiovascolare e sulle variabili psicosociali nei pazienti adulti con obesità grave.

La perdita di peso media ottenuta dalla prima valutazione (T0) al peso più basso raggiunto dopo il trattamento è stata di 16,7 kg, mentre il peso medio recuperato da questo peso più basso al peso registrato alla seconda valutazione (T1) è stato di 15,1 kg, senza differenza significative tra le medie di perdita e recupero di peso. Sorprendentemente i ricercatori non hanno rilevato alcuna associazione longitudinale rilevabile tra il weight cycling e gli effetti avversi sul dispendio energetico a riposo, sull’adattamento metabolico, sulla composizione corporea, sui fattori di rischio cardiovascolare e sulle variabili psicologiche (vedi Tabella). Gli autori, sottolineando le implicazioni cliniche della loro ricerca, che l’assenza di effetti negativi sulla salute fisica e psicologica del “weight cycling” fornisce finalmente una risposta conclusiva, basata su prove, alla domanda:

“E’ vero che il “weight cycling rappresenta un fattore di rischio per la salute?”” La risposta è “NO” e, si spera, che tali risultati non lascino spazio a informazioni fuorvianti sugli effetti avversi “weight cycling” sulla salute fisica e psicologica nei pazienti con obesità che in passato hanno portato alcuni clinici a incoraggiare i loro pazienti a limitare i tentativi di perdita di peso. Gli autori hanno concluso che il rischio del recupero del peso perduto non dovrebbe essere una barriera per incoraggiare sforzi futuri di perdita di peso in pazienti con obesità grave, ma al contrario, i dati di questa ricerca dovrebbe incoraggiare i clinici a motivare i pazienti con obesità a perseverare negli sforzi di perdita di peso, anche se il rischio di recuperare il peso è alto.

 

Tabella.  Pressione arteriosa ed esami bioumorali la mattina a digiuno, e misure psicosociali in 38 pazienti adulti con obesità grave prima della perdita di peso (T0) e dopo il recupero del peso perso (T1). Le analisi sono state controllate per il tempo tra le due valutazioni e il sesso.

T0 T1 Analisi
Variabile Media (SD) Media (SD) F-test P
Pressione arteriosa ed esami bioumorali
Pressione arteriosa sistolica (mm Hg) 132,4 (15,0) 129,7 (14,1) 0,69 0,413
Pressione arteriosa diastolica (mm Hg) 82,5 (9,7) 79,9 (8,3) 1,06 0,311
Glicemia (mg/dl) 113,3 (36,5) 113,3 (33,0) 3,60 0,066
Insulinemia (μU/ml) 14,4 (10,0) 16,4 (17,7) 0,04 0,844
Trigliceridemia (mg/dl) 148,5 (115,1) 128,2 (77,3) 0,02 0,892
Colesterolemia totale (mg/dl) 200,4 (36,2) 197,3 (37,5) 0,02 0,895
HDL colesterolemia (mg/dl) 46,3 (12,8) 49,4 (13,3) 0,04 0,839
LDL colesterolemia (mg/dl) 133,2 (32,9) 125,7 (36,4) 0,04 0,846
Misure psicologiche
Beck Depression Inventory 17,4 (10,8) 17,2 (11,8) 1,69 0,204
Binge Eating Scale 17,9 (8,7) 17,5 (9,5) 1,00 0,325

 

Referenze

  1. Eckel RH, Kahn R, Robertson RM, Rizza RA. Preventing cardiovascular disease and diabetes: a call to action from the American Diabetes Association and the American Heart Association. Circulation. 2006;113:2943-2946.
  2. El Ghoch M, Calugi S, Dalle Grave R. The Effects of Low-Carbohydrate Diets on Psychosocial Outcomes in Obesity/Overweight: A Systematic Review of Randomized, Controlled Studies. Nutrients. 2016;8.
  3. Yumuk V, Tsigos C, Fried M, Schindler K, Busetto L, Micic D, Toplak H, Obesity Management Task Force of the European Association for the Study of O. European Guidelines for Obesity Management in Adults. Obes Facts. 2015;8:402-424.
  4. Weight cycling. National Task Force on the Prevention and Treatment of Obesity. JAMA. 1994;272:1196-1202.
  5. Blackburn GL, Wilson GT, Kanders BS, Stein LJ, Lavin PT, Adler J, Brownell KD. Weight cycling: the experience of human dieters. Am J Clin Nutr. 1989;49:1105-1109.
  6. Mackie GM, Samocha-Bonet D, Tam CS. Does weight cycling promote obesity and metabolic risk factors? Obes Res Clin Pract. 2017;11:131-139.
  7. Fothergill E, Guo J, Howard L, Kerns JC, Knuth ND, Brychta R, Chen KY, Skarulis MC, Walter M, Walter PJ, Hall KD. Persistent metabolic adaptation 6 years after “The Biggest Loser” competition. Obesity (Silver Spring). 2016;24:1612-1619.
  8. El Ghoch M, Calugi S, Dalle Grave R. Weight cycling in adults with severe obesity: A longitudinal study. Nutr Diet. 2017.

 

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