La combinazione di esercizi aerobici e contro resistenza è la più efficace per migliorare lo stato funzionale degli anziani con obesità

A cura di Riccardo Dalle Grave

La gestione dell’obesità nei pazienti che hanno 65 anni o più di età è controversa perché la perdita di peso può peggiorare la fragilità, accelerando il declino associato all’età della massa muscolare e ossea, e di conseguenza favorire lo sviluppo di sarcopenia e osteoporosi. Poiché l’esercizio fisico ha effetti positivi sulla funzione fisica, il trattamento dell’obesità negli anziani potrebbe beneficiare di un programma specifico di attività fisica da associare all’intervento dietetico e comportamentale.

Un recente studio controllato e randomizzato pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha randomizzato 160 adulti con obesità e 65 anni o più anni a un programma di perdita di peso che ha incluso la prescrizione di una dieta bilanciata, finalizzata a creare un deficit energetico da 500 a 750 kcal al giorno e contenente circa 1 g di proteine di alta qualità per kg di peso corporeo, associata a uno dei seguenti tre interventi condotti con la supervisione di un exercise trainer:

  1. training aerobico (60 minuti tre volte la settimana) che ha incluso 10 minuti di esercizi di flessibilità, 40 minuti di esercizi aerobici (camminare su treadmill, cyclette, fare le scale) al 65% circa della frequenza cardiaca teorica massima, gradualmente aumentata al 75-85%, e 10 minuti di esercizi di equilibrio;
  2. training contro resistenza (60 minuti tre volte la settimana) che ha incluso 10 minuti di esercizi di flessibilità, 40 minuti di esercizi contro resistenza (9 esercizi per la parte superiore e inferiore del corpo con macchine per il sollevamento pesi – sedute iniziali 1 o 2 set di 8-12 ripetizioni a circa il 65% della ripetizione singola massima incrementate progressivamente a 2-3 set a circa l’85% della ripetizione singola massima) e 10 minuti di esercizi di equilibrio;
  3. training combinato (75-90 minuti tre volte la settimana) che ha incluso 10 minuti esercizi di flessibilità, 30-40 minuti di esercizi aerobici, 30-40 minuti di esercizi contro resistenza e 10 minuti di esercizi di equilibrio.

I tre gruppi sono stati confrontati con un gruppo di controllo a cui è stato chiesto di non partecipare a programmi di perdita di peso o di esercizio.

L’outcome primario è stato il cambiamento del punteggio al Physical Performance Test dal basale a 6 mesi, mentre gli outcome secondari sono stati i cambiamenti delle misure di fragilità, della composizione corporea, della densità minerale ossea e delle funzioni fisiche.

141 partecipanti hanno concluso lo studio. Il punteggio al Physical Performance Test è aumentato maggiormente in tutti e tre i gruppi di esercizio rispetto al gruppo di controllo, ma in modo significativamente superiore nel gruppo che ha eseguito il training combinato rispetto agli atri due gruppi di esercizio. La forza è aumenta maggiormente nei gruppi di training combinato e contro resistenza rispetto al gruppo di training aerobico. Il peso corporeo è diminuito del 9% in tutti e tre i gruppi di esercizio, me non è cambiato in modo significativo nel gruppo di controllo. La massa magra è diminuita meno nei gruppi di training combinato e contro resistenza rispetto al gruppo di training aerobico (3%, 2% e 5%, rispettivamente), così pure la massa minerale ossea. Il picco di consumo di ossigeno è aumentato maggiormente nei gruppi di training aerobico e combinato rispetto al gruppo di training contro resistenza. Infine, la forza è aumentata maggiormente nei gruppi di training combinato e contro resistenza rispetto al gruppo di training aerobico (18%, 19% e 4%, rispettivamente).

In conclusione i dati di questo importante studio indicano che la combinazione di esercizi aerobici e contro resistenza, associati a una dieta moderatamente ipocalorica e a procedure comportamentali, sembrano essere i più efficaci per migliorare lo stato funzionale degli anziani con obesità.

Villareal, D.T. et al. Aerobic or Resistance Exercise, or Both, in Dieting Obese Older Adults. N Engl J Med 2017;376:1943-55. DOI: 10.1056/NEJMoa1616338

 

 

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