I precoci miglioramenti nel “food craving” sono associati al successo nella perdita di peso a lungo termine in un ampio campione clinico

A cura di: Martina Seravelli e Simona Calugi AIDAP Empoli e Firenze

Il “food craving” è definito come l’intenso desiderio di mangiare un particolare alimento e ciò che lo contraddistingue dalla sensazione fisiologica di fame è il fatto che si verifica indipendentemente da questa e non aumenta d’intensità nel tempo se non viene soddisfatto.

Il desiderio di cibo è un fenomeno comune tra le persone, anche se l’intensità del “food craving” varia molto da individuo a individuo e sembra essere spesso associato a comportamenti alimentari disfunzionali e all’obesità, essendo molte volte un ostacolo da non sottovalutare nei percorsi di perdita di peso. Riacquisire un controllo sul “food craving” diventa quindi una sfida importante nella gestione dell’obesità.

Il presente articolo esamina se i cambiamenti precoci nel controllo del “food craving” (esaminato attraverso la Craving Control subscale on the Control of Eating Questionaire – CoEQ) sono predittivi per la perdita di peso in quattro studi clinici farmacologici di 56 settimane di fase 3 che hanno investigato la combinazione a rilascio prolungato del naltrexone-buproprione (NB) in persone adulte con obesità.

Ai partecipanti, divisi in due bracci di trattamento (NB (n=1313) vs placebo (n=736)) è stato somministrato il CoEQ ed è stato valutato il peso al basale e a 8, 16, 28 e 56 settimane. Tutte le analisi sono state condotte sui partecipanti (79% donne) che hanno completato le misurazioni del peso e del CoEQ al basale e alla 56esima settimana e hanno concluso le 56 settimane del trial.

Dai dati emerge che non ci sono differenze tra i due gruppi in relazione all’età, al sesso, alla razza, all’indice di massa corporea al basale o al peso corporeo.

Un’analisi fattoriale confermativa ha rilevato che la struttura fattoriale del CoEQ era coerente con le precedenti ricerche e la soluzione a 4 fattori si è confermata la più affidabile. I 4 fattori sono: controllo del craving, umore positivo, craving di cibi dolci e craving di cibi salati (Cronbach’s α=0,72-0,92).

Le analisi sono state condotte combinando i due gruppi, in quanto i risultati sulla perdita di peso erano simili su entrambi i campioni.

Per quanto riguarda gli esiti sulla perdita di peso i soggetti con un maggiore miglioramento nella sottoscala “controllo del craving” alla settimana 8 hanno avuto un più alto calo ponderale (del 3-4% in più) alla 56esima settimana rispetto ai partecipanti con un moderato miglioramento nella stessa sottoscala. Nessun dato significativo è emerso con le altre tre sottoscale.

Risultati simili sono emersi nei due gruppi analizzati separatamente.

Questi dati sottolineano l’importanza di affrontare il “food craving” nel trattamento dell’obesità per ottenere un maggior calo ponderale nella fase di perdita di peso e supportano l’uso del CoEQ come strumento psicometrico per la misurazione del “food craving” in future ricerche e nel management farmacologico dell’obesità.

Fonte: Early improvement in food cravings are associated with long-term weight loss success in a large clinical sample. Dalton M, Finlayson G, Walsh B, Halseth AE, Duarte C and Blundell JE, Internal Journal of Obesity (2017); doi: 10.1038/ijo.2017.89

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