Restrizione dietetica motivata da preoccupazioni per peso e/o forma corporea in adulti con probabile Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo

Selvaggia Sermattei

AIDAP Empoli/Firenze

Secondo il DSM-5-TR, la diagnosi di Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo (ARFID) non può essere fatta contemporaneamente ad anoressia nervosa (AN), bulimia nervosa (BN) o ad altri disturbi dell’immagine corporea (Criterio C). Tuttavia, alcune osservazioni cliniche emergenti sembrano supportare l’esistenza di quadri psicopatologici misti, con caratteristiche sia dell’ARFID sia legate a preoccupazioni per il peso e/o la forma del corpo.

In linea con questi dati, recentemente è stato proposto di modificare i criteri del DSM-5-TR al fine di semplificare la diagnosi differenziale nel contesto sia di disturbi dell’alimentazione non ARFID sia di altre condizioni.

Gli autori a favore di questa revisione propongono una definizione positiva e funzionale dell’ARFID (cioè, con criteri che definiscano cos’è l’ARFID invece di cosa non è) chiedendo l’inserimento formale delle tre dimensioni dell’ARFID nei criteri diagnostici come caratteristica identificativa del disturbo (Criterio A proposto). Poiché le conseguenze fisiche e psicosociali elencate nel Criterio A del DSM-5-TR si sovrappongono a quelle osservate in altri disturbi dell’alimentazione, gli autori suggeriscono di includerle come Criterio B (Criterio B proposto). Essi sostengono inoltre che dovrebbe essere possibile formulare una diagnosi di ARFID anche in presenza di altra psicopatologia dell’alimentazione, se sia le dimensioni dell’ARFID sia le preoccupazioni significative relative al peso e/o alla forma del corpo motivano comportamenti alimentari disordinati che portano alle conseguenze elencate nel Criterio B proposto.

Per contribuire a questa discussione e fornire dati empirici a sostegno della proposta di modifica dei criteri diagnostici ARFID del DSM-5-TR, un recente studio di Hog e coll. (2025) pubblicato sull’International Journal of Eating Disorders, ha esplorato la co-occorrenza di sintomi ARFID e di altri disturbi dell’alimentazione.

In particolare, lo studio ha indagato la frequenza della restrizione dietetica motivata da preoccupazioni per il peso e/o la forma del corpo (WSR) in un campione di adulti con probabile ARFID ed ha descritto alcune variabili ad essa associate (variabili demografiche, indice di massa corporea (IMC), sintomi dell’ARFID e sintomi di altri disturbi dell’alimentazione).

I ricercatori hanno analizzato un campione di 5747 adulti statunitensi (età media di 32 anni; 90% di genere femminile), reclutati nell’ambito dello studio genetico ARFID-GEN (Bulik et al. 2023). Tutti i partecipanti presentano una probabile diagnosi di ARFID, confermata tramite il Nine-Item ARFID Screen (NIAS) e il PARDI-AR-Q (scale di auto-valutazione che producono una predizione diagnostica di ARFID), e hanno completato anche l’EDE-Q per valutare la psicopatologia specifica di altri disturbi dell’alimentazione comuni come AN e BN. Alla fine di questa valutazione, il campione è stato così suddiviso in quattro gruppi:

  • ARFID con probabile AN (n = 147)
  • ARFID con probabile BN (n = 193)
  • ARFID con restrizione dietetica motivata da preoccupazioni per peso e/o forma del corpo (WSR) ma senza AN o BN (n = 2159) (determinata sulla base di alcuni items dell’EDE-Q selezionati ad hoc)
  • ARFID senza restrizione dietetica motivata da preoccupazioni per il peso e/o la forma del corpo (ARFID-nWSR) (n = 3248), l’unico gruppo a soddisfare pienamente il Criterio C per la diagnosi di ARFID del DSM-5-TR.

I risultati indicano, in primo luogo, una presenza di quadri misti sorprendentemente alta: una larga porzione del campione (43,5%) presenta sintomi ARFID combinati con AN, BN o restrizione motivata da preoccupazioni per il peso e/o la forma del corpo, indicando una co-occorrenza molto più comune di quanto suggeriscano i criteri diagnostici attuali dell’ARFID.

In secondo luogo, i pazienti dei gruppi misti mostrano, rispetto al gruppo “puro” ARFID (in cui non è presente un disturbo dell’immagine corporea), una maggiore gravità sintomatologica. In particolare, questo gruppo mostra più sintomi tipici dei disturbi dell’alimentazione (es. abbuffate), ma anche punteggi ARFID al NIAS e al PARDI-AR-Q più elevati su diverse dimensioni (paura delle conseguenze, scarso appetito, gravità globale), così come livelli più elevati di basso peso significativo, carenze nutrizionali o dipendenza da supplementi nutrizionali.

Gli autori interpretano questi risultati come un’evidenza a favore dell’esistenza di un fenotipo misto, caratterizzato da una maggiore complessità clinica e da un impatto più grave sulla salute. Gli autori sottolineano quindi l’inadeguatezza del Criterio C del DSM-5: escludere automaticamente la diagnosi di ARFID in presenza di sintomi legati al peso e alla forma del corpo sembra non riflettere la realtà clinica e rischia di lasciare molti pazienti senza un adeguato inquadramento diagnostico, con conseguenti ostacoli all’accesso a trattamenti mirati.

Lo studio presenta diversi punti di forza che ne aumentano la solidità e l’interesse: l’ampiezza del campione, l’uso combinato di strumenti validati e l’approccio metodologico sofisticato nel distinguere le motivazioni sottostanti alla restrizione dietetica.

Tuttavia, vi sono importanti limiti che impongono cautela nell’interpretazione dei risultati, tra cui la ridotta generalizzabilità a popolazioni in età evolutiva e al sesso maschile, nonché l’uso di diagnosi probabili basate su questionari di autovalutazione. Inoltre, il disegno trasversale dello studio impedisce di stabilire relazioni causali o di analizzare l’evoluzione temporale dei sintomi.

In conclusione, lo studio evidenzia che la co-occorrenza tra ARFID e restrizione motivata da preoccupazioni per il peso e/o la forma del corpo è comune e associata a un quadro clinico più grave. I risultati contribuiscono in modo significativo al dibattito sulla revisione dei criteri DSM per l’ARFID, suggerendo l’utilità di ripensare i criteri diagnostici, integrando le dimensioni specifiche dell’ARFID e consentendo la diagnosi anche in presenza di sintomi concomitanti di altri disturbi dell’alimentazione.

COMMENTO

In questa prospettiva, le future linee di ricerca dovranno adottare disegni longitudinali, al fine di chiarire l’evoluzione temporale dei quadri misti e comprendere se la co-occorrenza tra dimensioni ARFID e psicopatologia legata al peso e alla forma del corpo rappresenti una fase di transizione, un sottotipo stabile o un semplice indicatore di maggiore gravità clinica.

Inoltre, se la presenza dei quadri misti ARFID/altri DA dovesse essere confermata da ulteriori studi, ciò non solo sarebbe di supporto alla revisione dei criteri diagnostici per l’ARFID, ma potrebbe rappresentare un’evidenza coerente con l’ipotesi transdiagnostica dei disturbi dell’alimentazione.

Potrebbe essere di grande interesse clinico valutare in modo sistematico l’efficacia di interventi transdiagnostici, come la CBT-E, nei pazienti con fenotipi misti ARFID/altri disturbi dell’alimentazione, verificando se un trattamento centrato sui meccanismi di mantenimento condivisi possa tradursi in esiti clinici migliori.

In tal senso, l’integrazione tra la revisione dei criteri diagnostici di un disturbo dell’alimentazione come l’ARFID e lo sviluppo di trattamenti che affrontano la psicopatologia sottostante, potrebbe rappresentare un passaggio cruciale per una nosografia e una pratica clinica maggiormente aderenti alla complessità dei disturbi dell’alimentazione.

 

Bibliografia essenziale

Hog, L., MacDermod, C. M., White, J. P., Baker, J. H., Guintivano, J., Johnson, J. S., Ortiz, S. N., Pisetsky, E. M., Micali, N., Bulik, C. M., Thornton, L. M., & Dinkler, L. (2025). Co-Occurring Weight- and/or Shape-Motivated Restriction in 5747 Adults With Probable Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder. International Journal of Eating Disorders. https://doi.org/10.1002/eat.70011

Bulik, C. M., Micali, N., MacDermod, C. M., Qi, B., Munn-Chernoff, M. A., Thornton, L. M., White, J., Dinkler, L., Pisetsky, E. M., Johnson, J., Devine, K. R., Ortiz, S. N., Silverman, A. E., Berthold, N., Dumain, A., Guintivano, J., Halvorsen, M., & Crowley, J. J. (2023). ARFID Genes and Environment (ARFID-GEN): study protocol. BMC Psychiatry, 23(1), 863. https://doi.org/10.1186/s12888-023-05266-x

Fairburn, C. G., Cooper, Z., & Shafran, R. (2003). Cognitive behaviour therapy for eating disorders: a “transdiagnostic” theory and treatment. Behaviour Research and Therapy, 41(5), 509–528. https://doi.org/10.1016/s0005-7967(02)00088-8