Autonomia e tutela della vita nell’anoressia nervosa: una falsa alternativa

Riccardo Dalle Grave

Nel dibattito clinico ed etico sull’anoressia nervosa grave e di lunga durata, il tema del rifiuto dei trattamenti salvavita è spesso presentato come un conflitto insanabile tra il rispetto dell’autonomia individuale e il dovere di tutelare la vita. Un recente e autorevole contributo pubblicato sull’International Journal of Law and Psychiatry da Agnes Ayton e colleghi invita invece a riconoscere questa contrapposizione come una falsa dicotomia, che rischia di produrre decisioni cliniche e giuridiche profondamente dannose.

L’anoressia nervosa è una patologia grave, associata a una mortalità elevata. Tuttavia, le evidenze scientifiche indicano con chiarezza che la maggior parte dei decessi non è l’esito inevitabile del disturbo, bensì il risultato di ritardi diagnostici, accesso insufficiente a trattamenti intensivi e frammentazione dei percorsi di cura. Parlare di “inevitabilità” o di “fine vita” in un disturbo di salute mentale potenzialmente reversibile significa confondere i limiti dei sistemi di cura con quelli della persona.

Uno dei punti più critici messi in luce dall’articolo riguarda l’uso di etichette come “anoressia nervosa grave e duratura”. Queste definizioni, pur nate con l’intento di migliorare l’organizzazione dei servizi, non poggiano su criteri clinici validati né consentono di stabilire in modo affidabile l’irreversibilità del disturbo. Quando tali categorie vengono reificate e utilizzate per giustificare la riduzione o la sospensione dei trattamenti, il rischio è quello di normalizzare l’abbandono terapeutico, soprattutto nei confronti di persone giovani e vulnerabili.

Sul piano etico, gli Autori propongono una lettura dell’autonomia più matura e più aderente alla realtà clinica. Nell’anoressia nervosa, la capacità decisionale non è un attributo statico: può essere selettivamente compromessa dalla malnutrizione e dalla psicopatologia, pur restando formalmente integra in altri ambiti della vita. Rispettare l’autonomia non significa accettare acriticamente il rifiuto delle cure, ma impegnarsi attivamente per un’autonomia sostenuta, capace di rendere possibile una scelta realmente libera attraverso cure efficaci, informazioni adeguate e un contesto terapeutico capace di contrastare disperazione e paura.

Particolarmente allarmante è l’estensione del concetto di “futilità” del trattamento all’anoressia nervosa. In assenza di marcatori clinici o biologici di irreversibilità, tali valutazioni restano inevitabilmente soggettive e fortemente influenzate da fattori sistemici, emotivi e culturali. Applicare modelli concettuali propri delle malattie terminali a un disturbo di salute mentale ad alta trattabilità comporta il rischio di decisioni che, di fatto, coincidono con una rinuncia a prevenire morti evitabili.

Per AIDAP, questo contributo rappresenta un forte e chiaro richiamo alla responsabilità clinica, scientifica e sociale. Prima di accettare il rifiuto di trattamenti salvavita, è indispensabile verificare che siano state effettivamente offerte tutte le opzioni evidence-based, in setting adeguati e con competenze specialistiche. Allo stesso tempo, è urgente investire nella formazione degli operatori sanitari e nel rafforzamento dei servizi per i disturbi dell’alimentazione, affinché il principio di tutela della vita non resti un’affermazione astratta.

Tra la coercizione indiscriminata e l’abbandono terapeutico esiste uno spazio ampio e necessario per una cura competente, etica e centrata sulla persona. Superare la falsa alternativa tra autonomia e tutela della vita significa riaffermare che, anche nei contesti più complessi e duraturi, la possibilità di cambiamento non può essere esclusa a priori. È su questa responsabilità condivisa che si misura la qualità di un sistema di cura e, in ultima analisi, il rispetto dei diritti delle persone con disturbi dell’alimentazione.

Bibliografia

Ayton A, Ibrahim A, Solmi M, Bulik CM, van Furth EF, Mehler PS, et al. Addressing the false dichotomy between autonomy and preservation of life: Clinical, legal, and ethical considerations in severe and longstanding anorexia nervosa. Int J Law Psychiatry. 2025;105:102179. doi: 10.1016/j.ijlp.2025.102179.