Prediabete e multimorbidità: perché lo stile di vita conta più che mai
Riccardo Dalle Grave
Un nuovo studio pubblicato su JAMA mostra che intervenire precocemente sullo stile di vita può ridurre il rischio di sviluppare più malattie croniche nel corso della vita.
La multimorbidità, definita come la presenza contemporanea di due o più malattie croniche, rappresenta una delle principali sfide per la salute pubblica del XXI secolo. Con l’aumento dell’aspettativa di vita, cresce anche il numero di persone che convivono con condizioni come diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, artrite, insufficienza renale e depressione. Queste patologie non solo compromettono la qualità della vita, ma aumentano la complessità delle cure e i costi sanitari.
In questo contesto, una domanda assume particolare rilevanza: è possibile prevenire non soltanto una singola malattia, ma l’accumulo progressivo di più patologie croniche?
Una risposta incoraggiante arriva da un importante studio pubblicato nel 2026 su JAMA, che ha analizzato gli effetti a lungo termine degli interventi sullo stile di vita e della terapia con metformina in persone con prediabete. I risultati indicano che modificare precocemente le abitudini alimentari e aumentare l’attività fisica può ridurre significativamente il rischio di multimorbidità anche dopo oltre vent’anni di follow-up.
Che cos’è il prediabete?
Il prediabete è una condizione caratterizzata da livelli di glicemia superiori alla norma, ma non ancora sufficientemente elevati da soddisfare i criteri diagnostici del diabete di tipo 2. Si tratta di una situazione molto frequente, spesso asintomatica, che rappresenta un importante fattore di rischio non solo per il diabete, ma anche per molte altre malattie croniche.
Negli ultimi anni è diventato sempre più evidente che il prediabete non è semplicemente una fase preliminare del diabete, ma una condizione associata a processi infiammatori, alterazioni metaboliche e aumento del rischio cardiovascolare.
Per questo motivo, intervenire tempestivamente può avere effetti che vanno ben oltre la semplice prevenzione del diabete.
Lo studio DPP: un punto di riferimento nella prevenzione
La ricerca pubblicata su JAMA deriva dal celebre Diabetes Prevention Program (DPP), uno dei più importanti studi clinici mai realizzati sulla prevenzione del diabete.
Tra il 1996 e il 1999, oltre 3.200 adulti con prediabete furono assegnati casualmente a uno dei seguenti gruppi:
- intervento intensivo sullo stile di vita;
- terapia con metformina;
- placebo.
L’intervento sullo stile di vita prevedeva:
- una riduzione dell’introito calorico;
- una diminuzione del consumo di grassi;
- almeno 150 minuti di attività fisica alla settimana;
- l’obiettivo di perdere almeno il 7% del peso corporeo iniziale.
Dopo la conclusione dello studio iniziale, i partecipanti sono stati seguiti per molti anni nell’ambito del DPP Outcomes Study (DPPOS), consentendo ai ricercatori di osservare gli effetti a lungo termine degli interventi.
Ventuno anni di osservazione
Per questa nuova analisi, gli autori hanno esaminato i dati di 1.173 partecipanti iscritti a Medicare e seguiti per circa 21 anni. L’età mediana al momento della valutazione finale era di 74 anni.
I ricercatori hanno considerato la presenza di 15 condizioni croniche comuni, tra cui:
- ipertensione;
- iperlipidemia;
- diabete;
- malattie cardiovascolari;
- insufficienza cardiaca;
- malattia renale cronica;
- broncopneumopatia cronica ostruttiva;
- artrite;
- osteoporosi;
- depressione;
- demenza;
- tumori.
La multimorbidità era definita come la presenza di almeno due di tali condizioni.
I risultati: lo stile di vita riduce il rischio di multimorbidità
I risultati sono particolarmente interessanti.
Alla fine del follow-up:
- l’82% dei partecipanti del gruppo stile di vita aveva sviluppato multimorbidità;
- l’85% del gruppo metformina;
- l’87% del gruppo placebo.
A prima vista le differenze potrebbero sembrare modeste. Tuttavia, quando i ricercatori hanno tenuto conto di fattori come età, sesso, etnia, indice di massa corporea, fumo e glicemia iniziale, è emerso un dato importante:
L’intervento sullo stile di vita era associato a una riduzione del rischio di sviluppare multimorbidità del 21% rispetto al placebo (Hazard Ratio 0,79).
La metformina, invece, non mostrava differenze statisticamente significative rispetto al placebo.
In altre parole, modificare l’alimentazione e l’attività fisica si è rivelato più efficace di un trattamento farmacologico nel ridurre l’incidenza di malattie croniche nel lungo periodo.
Non solo diabete
Uno degli aspetti più interessanti dello studio è che il vantaggio dello stile di vita non dipendeva esclusivamente dalla prevenzione del diabete.
Anche quando i ricercatori hanno escluso il diabete dalla definizione di multimorbidità, i risultati rimanevano sostanzialmente invariati.
Questo suggerisce che i benefici dell’intervento riguardano meccanismi più ampi:
- miglioramento della sensibilità insulinica;
- riduzione dell’infiammazione cronica;
- controllo della pressione arteriosa;
- miglioramento del profilo lipidico;
- mantenimento di un peso corporeo più favorevole;
- maggiore efficienza cardiovascolare.
Si tratta di cambiamenti che possono influenzare contemporaneamente numerosi sistemi biologici e ridurre il rischio di diverse malattie.
Un impatto anche sulle condizioni più costose
Lo studio ha inoltre analizzato alcune combinazioni di patologie associate ai maggiori costi sanitari, come:
- ictus e insufficienza cardiaca;
- ictus e malattia renale cronica;
- broncopneumopatia cronica ostruttiva e malattia renale cronica.
Anche in questo caso i risultati hanno favorito il gruppo stile di vita.
I partecipanti che avevano ricevuto l’intervento comportamentale mostravano un rischio ridotto del 43% di sviluppare queste combinazioni particolarmente gravose rispetto al gruppo placebo.
Questo dato è rilevante non soltanto per la salute individuale, ma anche per la sostenibilità dei sistemi sanitari.
Quali implicazioni cliniche
Per AIDAP questi risultati meritano particolare attenzione.
Da molti anni sappiamo che gli interventi centrati sul cambiamento comportamentale, sull’automonitoraggio, sulla regolarità alimentare e sull’incremento dell’attività fisica possono produrre benefici clinici significativi.
Lo studio DPP conferma che modificare le abitudini di vita non significa soltanto perdere peso o ridurre il rischio di diabete. Significa influenzare positivamente la salute nel corso di decenni.
Naturalmente, è importante sottolineare che la promozione di uno stile di vita salutare deve essere distinta da approcci rigidi, prescrittivi o incentrati esclusivamente sul peso corporeo. Nei pazienti con disturbi dell’alimentazione, infatti, qualsiasi intervento deve essere compatibile con gli obiettivi di recupero psicologico e con la costruzione di un rapporto equilibrato con il cibo.
Il messaggio non è che “bisogna dimagrire a tutti i costi”, ma che comportamenti salutari e sostenibili possono produrre benefici profondi e duraturi per la salute fisica.
Un messaggio di prevenzione lungo tutto l’arco della vita
Uno degli insegnamenti più importanti di questa ricerca è che gli effetti delle scelte compiute nella mezza età possono manifestarsi molti anni dopo.
Intervenire quando compare il prediabete può modificare la traiettoria della salute e ridurre il rischio di accumulare patologie croniche nell’età avanzata.
Gli autori concludono che, tra gli adulti con prediabete, l’intervento sullo stile di vita – ma non la metformina – è stato associato a un minore carico di multimorbidità durante oltre vent’anni di osservazione.
È un risultato che rafforza un principio fondamentale della medicina preventiva: investire precocemente nei comportamenti di salute può produrre benefici che durano tutta la vita.
Referenza
Salive, M. E., Tjaden, A. H., Ames, J. R., Crandall, J. P., Dabelea, D., Hazuda, H. P., Heckman-Stoddard, B. M., Huckfeldt, P. J., Kuo, S., Strotmeyer, E. S., Temprosa, M., Venditti, E. M., & Group, D. P. P. R. (2026). Lifestyle and Metformin Interventions and Risk of Multimorbidity in Adults With Prediabetes. JAMA. https://doi.org/10.1001/jama.2026.8492
