L’efficacia di miglioramenti ambientali e basati sull’accettazione nel trattamento comportamentale di perdita di peso: il trial ENACT

A cura di: Martina Seravelli e Simona Calugi. AIDAP Empoli e Firenze

Fonte: Butryn ML, Forman EM, Lowe MR, Gorin AA, Zhang F, Schaumberg K. Efficacy of environmental and acceptance-based enhancements to behavioral weight loss treatment: The ENACT trial. Obesity (Silver Spring). 2017 May;25(5):866-872. doi: 10.1002/oby.21813. Epub 2017 Mar 23.

La terapia comportamentale è uno dei percorsi più efficaci nel trattamento dell’obesità. Risulta comunque necessario un continuo raffinamento e miglioramento della terapia al fine di aumentarne l’efficacia, riducendo al minimo il rischio di recupero ponderale nel lungo termine e aumentando i benefici nel breve termine. Negli ultimi anni, alcuni interventi che si sono focalizzati sull’aiutare il paziente a gestire l’ambiente obesogenico e a migliorare l’accettazione di obiettivi realistici di perdita di peso, si sono dimostrati promettenti.

Uno studio recentemente pubblicato ha confrontato l’efficacia di tre diversi tipi di terapia comportamentale in un trial clinico randomizzato per comprendere quale tra questi sia maggiormente efficace nel calo ponderale e nel mantenimento del peso. I tre interventi sono: 1) terapia comportamentale standard (BT) basata sul monitoraggio dell’introito calorico, dell’attività fisica e del peso, sull’utilizzo del problem solving, sullo sviluppo di un supporto sociale alla terapia e sull’utilizzo della tecnica di prevenzione delle ricadute; 2) terapia comportamentale con integrazione di abilità per la gestione dell’ambiente obesogenico (BT+E), con l’obiettivo di aiutare la persona a modificare l’ambiente di casa per promuovere una sana alimentazione ed uno stile di vita attivo, riducendo la disponibilità di “cibo spazzatura” e aumentando conseguentemente quella di cibo in grado di favorire un maggiore controllo sul peso; 3) terapia comportamentale che integri abilità di gestione dell’ambiente e abilità basate sull’accettazione (BT+EA), focalizzata sull’insegnamento delle capacità basate sull’accettazione per promuovere una maggiore aderenza agli obiettivi comportamentali e ambientali.

283 adulti (74% donne, indice di massa corporea medio di 35,2, età media 53,3 anni) sono stati randomizzati ai tre diversi trattamenti, ognuno dei quali prevedeva 26 sessioni di gruppo in un periodo di 12 mesi di intervento. La principale misura di esito è stata la percentuale di calo ponderale. La valutazione del peso è stata effettuata al basale e dopo 6 e 12 mesi. Inoltre, i ricercatori hanno valutato la motivazione al cambiamento e hanno indagato potenziali moderatori della perdita di peso nei tre gruppi.

Il numero di sessioni a cui i soggetti hanno partecipato è stato mediamente lo stesso nei tre gruppi di intervento. Inoltre, i cambiamenti del peso nel tempo non differiscono significativamente nei tre gruppi: a 6 mesi la media di perdita di peso nella BT, BT+E e BT+EA era rispettivamente 9,3% (SD=6,1), 9,7% (SD=6,1) e 9,8% (SD=6,0). Mentre a 12 mesi la media di perdita di peso era rispettivamente del 10,2% (SD=8,0), 10,6% (SD=7,8) e 10,8% (SD=7,0). Allo stesso modo non è stata osservata una differenza nella motivazione al cambiamento.

L’unica variabile che ha mostrato un effetto moderatore della perdita di peso nei tre trattamenti è l’etnia. Infatti, i partecipanti afro-americani hanno mostrato una minore perdita di peso rispetto ai soggetti bianchi non-ispanici nella BT (6,2% contro l’11,5 %) e nella BT+E (6,6 % contro il 12,2%), ma la perdita di peso in questi due gruppi risulta essere simile a quella rilevata nel gruppo BT+EA (9,4% contro l’11,5%). Infine, tra i partecipanti afro-americani, la probabilità di raggiungere un calo ponderale clinicamente significativo (> 5%) a 12 mesi è maggiore nel gruppo BT+EA (80%) rispetto al gruppo BT (57%) o al gruppo BT+E (48%).

In conclusione, i tre trattamenti hanno mostrato la stessa efficacia sulla perdita di peso. La terapia comportamentale dell’obesità che integri abilità di gestione dell’ambiente e abilità basate sull’accettazione sembra essere più promettente soltanto nel caso di soggetti afro-americani. Un follow-up più lungo sarebbe stato auspicabile per di valutare l’efficacia dei tre diversi trattamenti nel mantenimento a lungo termine del peso perso.

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